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  • Questa è la stampa, bellezza. E tu non ci puoi fare niente.


  • 11.4.13
    Un gruppo bipartisan di senatori ha annunciato un accordo sui “background checks”, i controlli retroattivi per la vendita delle armi. Anche la first lady Michelle Obama scende in campo. 

    Siamo a una svolta: un piccolo mattone è stato posto per arrivare alla riforma che regola il controllo sulla vendita delle armi negli Stati Uniti. Forse è merito del presidente Obama, forse è grazie agli instancabili genitori delle vittime di Sandy Hook che non permettono che l’America dimentichi la strage dei loro bambini, o forse è per la macabra coincidenza di due incidenti assurdi che si sono consumati nelle ultime ore: due bambini di soli quattro anni in Tennessee e in New Jersey hanno ucciso per sbaglio un bimbo di sei anni e una donna.

    Un gruppo bipartisan guidato dal senatore Joe Manchin lll (democratico) e dal senatore Patrick J.Toomey (repubblicano) ha annunciato un accordo sui background checks per la vendita e l’acquisto di armi. La nuova legge estenderà i controlli retroattivi alla fiere e alla vendite su internet. E’ un compromesso rispetto alle misure volute da Obama, deciso nelle ultime settimane a lanciare una vera e propria offensiva. Il suo messaggio e chiaro:”Non possiamo permetterci di dimenticare Sandy Hook, il momento di agire è adesso”.

    Anche la first lady Michelle, ricordando la ragazzina di quindici anni uccisa dopo aver partecipato con la sua banda alla cerimonia di insediamento del presidente, ha lanciato un accorato appello per rendere più sicure le strade di Chicago.

    Secondo l’ultimo sondaggio della CNN l’86 per cento degli Americani è favorevole a rendere più severi i controlli retroattivi: allo stato attuale le fiere per la vendita di armi e i rivenditori su Internet possono facilmente aggirare le leggi già presenti in materia. La risposta della potente lobby delle armi, la National Rifle Association non si è fatta attendere: ”La verità è che nessun controllo retroattivo avrebbe potuto prevenire le tragedie di Newtown, Aurora o Tucson. Abbiamo bisogno di una soluzione complessa che prenda in considerazione il tasso di criminalità in città come Chicago, le lacune del sistema sanitario nel campo delle malattie mentali e allo stesso tempo dobbiamo tutelare i diritti di coloro che non costituiscono un pericolo per nessuno”.

    La reazione della NRA non sorprende. Nuovo invece sembra essere il sentimento dell’opinione pubblica americana che, sebbene con molta riluttanza, sembra voler fare qualcosa per arginare la mattanza quotidiana.


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