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  • Questa è la stampa, bellezza. E tu non ci puoi fare niente.


  • 22.3.13
    Stop alla riforma voluta da Obama per il controllo delle armi: cancellato il bando dei fucili d’assalto dal testo che verra proposto al Senato. “Guns are beautiful” è il titolo di un articolo di Esquire che spiega la cultura delle armi in America.

    “ Ma come mai nei tuoi servizi non hai mai fatto notare che oltre al ragazzo che ha trucidato i bambini, ad essere un pò suonata fosse anche la madre che teneva tutti quei fucili d’assalto in casa?” Questa obiezione mi è stata posta da parenti e amici che guardando sul Tg5 la copertura televisiva della strage della scuola elementare di Sandy Hook, si chiedevano come fosse possibile che una signora con la passione per le armi, un arsenale in casa e un figlio altrettanto fissato, non avesse mai destato sospetti fra i vicini. E’ un’obiezione mossa da amici italiani, impensabile in America.

    Negli Stati Uniti il quaranta per cento degli Americani possiede un’arma da fuoco. Crescere con un padre, un nonno ma anche una madre che insegna in tenerissima età ai propri figli a mirare e a sparare è la norma, non l’eccezione.

    Fucili come il Bushmaster, strumenti delle stragi che ormai ogni mese, se non ogni giorno, seminano il terrore nelle scuole, nelle chiese, nei centri commerciali degli Stati Uniti, qui sono considerati oggetto di culto: un simbolo squisitamente americano.

    Lo spiega benissimo Stephen Marche in un articolo di Esquire intitolato provocatoriamente “Guns are beautiful” che aiuta a capire perché la strada di chi auspica il controllo delle armi è in salita. 

    A Washington qualsiasi tipo di riforma per il controllo delle armi si scontra con la potentissima lobby della National Rifle Association, ma questo è solo parte del problema. La verità è che anche se la maggioranza degli Americani sembra appoggiare leggi più restrittive, i parlamentari di Washington, e non solo quelli repubblicani, raccontano un’altra storia. In questi giorni il capogruppo democratico al Senato Harry Reid è capitolato: la riforma sulle armi promossa da Barak Obama non conterrà la messa al bando dei fucili d’assalto. Reid ha detto che se il testo contenesse questo divieto avrebbe appena 44 voti su 100, in altre parole nascerebbe morto. E’ chiaro dunque che anche i senatori democratici, soprattutto quelli che rappresentano gli stati del Sud, preoccupati di alienare le proprie “constituencies” (gli elettori che li hanno mandati a Washington) e di non essere rieletti, hanno fatto dietro front.

    Sono passati novantasei giorni dalla strage di bambini di Newton e da allora oltre tremila persone hanno perso la vita per colpa delle armi da fuoco. Eppure lo shock, l’indignazione, il senso di urgenza che aveva contagiato tutta l’America sembra essersi estinto proprio come le candele di quelle commoventi veglie organizzate per ricordare i piccoli angeli della scuola elementare di Sandy Hook.


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