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  • Questa è la stampa, bellezza. E tu non ci puoi fare niente.


  • 10.6.14

    Hillary Clinton: in cammino verso la Casa Bianca?

    Hillary Clinton ha iniziato un tour de force per presentare il suo ultimo libro: “Hard choices”. Molti pensano si stia scaldando i muscoli per la campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti. 

    No, Hillary Clinton dice di non aver ancora preso una decisione. Eppure, più lei prolunga la suspense più l’etichetta di candidato inevitabile del partito democratico alla presidenza degli Stati Uniti le si cuce addosso. L’uscita del suo ultimo libro: ”Hard choices” ha tutta l’aria di essere una scusa per scaldarsi i muscoli a un anno dall’uscita dalla scena politica (ha lasciato la carica di Segretario di stato nel febbraio del 2013) e a due dalle prossime elezioni presidenziali. Oggi la Clinton è più che mai sotto la lente di ingrandimento con una una serie di articoli, interviste e conferenze in cui ogni sua frase viene vivisezionata e sfruttata dai nemici politici che cercano di coglierla in fallo. Lei cerca di apparire vicina alla classe media raccontando di avere avuto problemi finanziari dopo la campagna del 2008 e di aver fatto fatica a pagare i mutui... (continua)
    23.4.14

    Botticelle a Central Park sì o no?

    Gli animalisti e il sindaco De Blasio sostengono che nessuna città può essere l’habitat ideale di un cavallo, ma la maggioranza dei Newyorchesi è contro il bando. 

    New York - Brulicano di attività le stalle di Clinton Park al mattino presto: è un via vai di cavalli, maniscalchi e cocchieri che adesso si chiedono se fra qualche mese avranno ancora un lavoro. Cristina Hansen una delle rare vetturine donne ci dice: “Potete constatarlo con i vostri occhi e invitiamo il sindaco a fare altrettanto: i cavalli qui sono amati, trattati bene e vanno perfino in vacanza”. In effetti, e parlo da ex “stable girl” che ha imparato la lingua frequentando i maneggi inglesi dall’età di 11 anni, questi cavalli non sembrano maltrattati e le regole che i vetturini devono osservare per la cura dei cavalli sono molto rigide... (continua)
    8.4.14

    Dave Letterman: il comico andrà in pensione nel 2015

    Iniziò a lavorare in televisione leggendo le previsioni del tempo e dopo trentadue anni al timone del Late Show with David Letterman il comico ha detto di volersi dedicare di più alla famiglia. 

    New York - È triste, deludente, addirittura tragico dicono i fans di fronte all’Ed Sullivan theatre dopo l’annuncio del ritiro di Dave Letterman. Una giovane coppia di Dubai ci racconta di aver deciso di partire alla volta di New York appena appresa la notizia. Tenendo stretti i biglietti ottenuti dopo ore di attesa mi hanno detto:”É un’occasione unica, ne valeva la pena”. Senza di lui cambia la faccia della TV, almeno quella serale, ma a sessantasette anni e con il giovane Jimmy Fallon che sulla NBC gli dà filo da torcere Letterman, dopo Jay Leno, ha preferito chiudere in bellezza. Per più di trentanni, ventuno alla CBS, ha divertito l’America con i monologhi d’apertura... (continua)
    2.4.14

    Da Google a Brenè Brown: l’importanza di sbagliare (2)

    Leadership, umiltà, collaborazione, capacità di adattarsi e di continuare ad imparare i requisiti per entrare a Google 

    Il lavoro di Brenè Brown su coraggio e vulnerabilità mi è tornato in mente leggendo l’editoriale di Thomas L. Friedman sul New York Times “How To Get a Job at Google” . Friedman cita l’ intervista di Adam Bryant (The Times) al vicepresidente delle risorse umane di Google, Laszlo Block. Come farsi assumere da Google? I buoni voti non guastano ma l’attributo numero uno è l’abilità cognitiva, non quella che si misura come IQ, ma la capacità di elaborare in fretta le informazioni più diverse... (continua)
    2.4.14

    Da Google a Brenè Brown: l’importanza di sbagliare

    Cosa hanno in comune il maggiordomo di Batman, i manager di Google e una professoressa americana diventata famosa per i suoi studi sulla vulnerabilità? (nel video un Cartone animato con la voce di Brenè Brown)

    New York - Sono tutti convinti che il successo, o perlomeno una vita in cui ci si sente appagati, sono intrinsecamente legati alla capacità di accettare il fallimento. E a imparare dagli errori. Brenè Brown è diventata famosa nel 2010 con una TedxHouston Talk (una delle più cliccate della serie) presentandosi come esperta di vulnerabilità e vergogna. Temi difficili che ha affrontato nei suoi libri (fra cui “I doni dell’imperfezione” e ”Osare in grande”) insegnando a milioni di Americani che, stando alle sue ricerche condotte in maniera scientifica, il segreto delle persone che si sentono realizzate è accettare l’imperfezione come parte integrante di ogni esperienza, avere capacità di empatia tanto per gli altri quanto per se stessi... (continua)
    24.3.14

    Dalla parte delle bambine: Beyonce & Co. nella campagna Ban Bossy

    Le bambine intelligenti e determinate vengono troppo spesso etichettate come prepotenti. 

    Bossy non è una parolaccia (significa prepotente) ma può diventare un’etichetta pericolosa e tarpare le ali delle bambine determinate e ambiziose. É questa l’idea dietro Ban Bossy, la campagna sociale promossa da Sheryl Sandberg, Direttore operativo di Facebook e autore del best seller Lean in (“Facciamoci avanti”, ed.Mondadori) e Anna Maria Chávez (Presidente delle scouts americane) per insegnare alle bambine che essere ambiziose e determinate non significa essere prepotenti. Nel periodo fra le elementari e il liceo l’autostima delle bambine cala tre volte e mezzo di più rispetto a quella dei coetanei maschi... (continua)
    18.3.14

    1000 App per tenersi in forma

    Negli Stati Uniti ogni giorno arrivano sul mercato gadget elettronici e App per i telefonini volte a migliorare la qualità della vita. La tecnologia sta cambiando la maniera di fare sport, di mangiare e perfino di dormire. Il futuro è già alle porte? 

    Non c’è che l’imbarazzo della scelta: che l’obiettivo sia correre una maratona, mangiare di meno o riuscire a dormire otto ore di seguito, si tratta solo di trovare la application che fa al nostro caso. Un giornalista del New York Times ha indossato ogni giorno e per sei mesi fino a quattro strumenti diversi per valutare pregi e difetti di un'esistenza monitorata (vedi l'articolo).  I più popolari fra i gadget della salute, sono orologi e bracciali che misurano l'attività fisica ed elaborano i dati con un programma accessibile dal computer o dal cellulare... (continua)


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